Itinerario/gita

ZUCCARELLO - IDROVORA

Descrizione
Dese, Zero e Fossa Storta sono i fiumi di risorgiva che, per ampio tratto corrono i limiti settentrionale, meridionale e orientale del Comune di Marcon. Questi corsi d'acqua sono caratterizzati da un percorso meandriforme e per ampi tratti pensile, da scarsa pendenza e da modesta velocità dell'acqua caratteristiche queste che concorrevano a impaludare le zone su cui scorrevano, rendendo malsano e poco ospitale tutto l'ambiente circostante. La Repubblica Veneta non intervenne mai per risanare il territorio pensando che la palude avrebbe salvaguardato Venezia dalle epidemie e dall'insabbiamento della laguna. Solo nell'800 gli amministratori del consorzio Dese su cui ricadeva la gestione idraulica del territorio, pensarono di coinvolgere i vari comuni della gronda lagunare in un piano di bonifica, che comprendeva tra gli altri anche quello di Marcon.
Un primo progetto era pronto nel 1889 ma si dovette attendere il 1925 con un progetto che suddivideva il territorio in 4 bacini (tra i quali quello del Zuccarello) e che prevedeva la costruzione di scoli per le acque attraverso i collettori; la costruzione di idrovore, abitazioni per i macchinisti, strade, impianti di irrigazione, pozzi artesiani e arginature dei fiumi. I lavori sul bacino di Marcon durarono 3 anni e comportarono la costruzione di opere principali come l'idrovora, la casa dei macchinisti e una fitta rete di scoli e fossati che da allora segnano la parte est del territorio e lo dividono in tre zone distinte di drenaggio delle acque; la più occidentale, a quota assoluta più elevata, è caratterizzata dallo scolo naturale delle acque; quella più orientale che smaltisce le acque, quando necessario, attraverso l'idrovora di Zuccarello e una piccola area, situata al centro e delimitata dalla Fossa d'Argine e dal Collettore Secondario, può, a seconda delle situazioni, scolare naturalmente o essere drenata meccanicamente. La bonifica comportò un notevole miglioramento della salubrità dell'ambiente e rese possibile lo sfruttamento del terreno attraverso aziende come quelle dei Malvolti, dei Marcello, dei Veronese già proprietari della palude.


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